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The composers

PostHeaderIcon The Medousa Touch – il tocco della medusa

The Medousa touch

Musica: Raffaele Libero Guadagnin

Testo & arrangiamenti: Raffaele Libero Guadagnin & Carlo Idotta

My name is John Morlar

My malediction

my valediction is that I can

cause catastrophes!

People often think that the world is too much for them

I think I’m too much for the world…

At the end I would prefer to be a teacher

of Bale more than to be god;

but I didn’t dare to cast my own egoism

to abstain from creating the world.

I decided to substitute god, and to make his dirty work,

and when the life seems to abandon me, my divine mind destroys Windscale…

I’m the man who can cause catastrophes.

Il Tocco della Medusa.

Spesso la gente pensa che il mondo sia troppo per sé; io, al contrario, penso di essere troppo per il mondo.

La mia maledizione, il mio congedo, è che sono capace di provocare catastrofi.

“Alla fine, avrei davvero preferito essere un professore di Basilea piuttosto che dio; ma non potevo spingere il mio personale egoismo al segno di astenermi dal creare il mondo”.

“Ho deciso di sostituirmi a Dio, e di fare il suo sporco lavoro”, e quando la vita sembra abbandonarmi, la mia mente divina distrugge Windscale…

“Io sono l’uomo capace di provocare catastrofi”.

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Musica e testo: Raffaele Libero Guadagnin

 

Non vedo alcuna ragione per cui ad un paese dovrebbe essere permesso di diventare marxista soltanto perché il suo popolo è irresponsabile. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli.

-Henry Kissinger- (segretario di Stato americano dell’epoca del golpe in Cile).

If stubborn civilians pretend to remain in their home

become our outpost among dunes and you’ll have helycopters and bombs

If a party or a syndicate minaces landowners or state

open to our investments and we’ll teach you to shoot

If you’re a war criminal avoiding the sentence

a southern coup d’etat need your experience

“Evil Empire”, we always fight it, so got mit uns, pardon, bless us…

If someone sustains you can’t torture opponents or detain

become our friend-government and do it again:

yes, reflect: we’re the guide against the world’s terror,

and also the only state condemned for international terrorism!

So let’s come with us, the cake is big, there’s a crumb for you too

the poors pay the price now, your sons will pay tomorrow.

“Solitudinem fecistis et pacem appellavistis”.

If we try to built

the third millenium

on this basis we shall fail

and the price of failure

that is to say, the alternative

to a changed society is darkness”.

qui, se a una guerra non ci pensa una pace

un’altra pace ci ha lì pronta la guerra: […]

guerra alle guerre è una guerra da andare,

lotta di classe è la guerra da fare:”

“No hubo erores, no hubo exesos

son todos asesinos los milicos del Proceso”

y “La sangre deramada no serà negociada”:

questa la pace che avete portata

“If humanity is to have

a recognizable future

is cannot be by prolonging

the past or the present”

“qui, se a una guerra [...]”

Your terrifiyng peace

made on bombs and finance

made on famine and coercion

made on screams and terror

isn’t peace, but pacification of losers

in the reign of insanity

how can be peace?

Your terrifiyng peace

made on dispairing silences

made on venom in the earth

built on private property

isn’t peace, but submission of poors

in the reign of inequality

how can be peace?

For us all: not possible but necessary is another world!


 

Se cocciuti civili pretendono di rimanere nelle proprie case, diventa il nostro avamposto tra le dune, ed avrai elicotteri e bombe. Se un partito od un sindacato minacciano latifondisti o stato, apri le porte ai nostri investimenti, e ti insegneremo a sparare. Se sei un criminale di guerra che fugge la sentenza, la tua esperienza è richiesta al Sud, per un colpo di stato.

Noi combattiamo sempre l’impero del male: Got mit uns (Dio è con noi, come dicevano i nazisti), pardon, ci benedica!

Se qualcuno sostiene che non puoi detenere o torturare gli oppositori, diventa un governo amico, e continua pure a farlo.

Sì, rifletti: noi siamo la guida contro il terrore del mondo, e contemporaneamente l’unico Paese condannato per terrorismo internazionale (dal tribunale internazionale, nda)!

Così, unisciti a noi, la torta è grande e c’è una briciola anche per te: ora sono i poveri a farne le spese, e domani soltanto i tuoi figli.

“Avete creato un deserto e l’avete chiamato pace”. (Tacito)

“Se cerchiamo di costruire il terzo millennio su questa base falliremo. E il prezzo del fallimento, vale a dire l’alternativa

a una società mutata, è il buio”.(E. Hobsbawm, Il Secolo Breve)

“qui, se a una guerra non ci pensa una pace

un’altra pace ci ha lì pronta la guerra: […]

guerra alle guerre è una guerra da andare,

lotta di classe è la guerra da fare:” (E. Sanguineti, Ballata della Guerra)

“No hubo erores, no hubo exesos, son todos asesinos los milicos del Proceso”, e il sangue versato non sarà negoziato: questa la pace che avete portato.

“Se l’umanità deve avere un futuro nel quale riconoscersi non potrà averlo prolungando il passato o il presente” (E. Hobsbawn, Il Secolo Breve)

“qui, se a una guerra [...]”

La vostra pace terrificante, fatta di bombe e finanza, di fame e coercizione, di urla e terrore, non è pace, ma pacificazione dei perdenti: come può esserci pace nel regno della follia?

La vostra face terrificante, fatta di silenzi disperati, di veleno nella terra, eretta sulla proprietà privata: come può esserci pace nel regno dell’ineguaglianza?

Per tutti noi: un altro mondo non è soltanto possibile, ma necessario.


PostHeaderIcon The Medusa Touch

Musica e testo: Raffaele Libero Guadagnin

 

La canzone è ispirata al film Il Tocco della Medusa, di Jack Gold, con Richard Burton (l’uomo capace di provocare catastrofi…); in veste di ritornello figura una citazione, particolarmente consona allo spirito del film (e quindi della canzone) del filosofo Friedrich Nietzsche.

 

People often think that the world is too much for them

I think I’m too much for the world…

my malediction

my valediction is that I can

cause catastrophes

At the end I would prefer to be a teacher

of Bale more than to be God;

but I didn’t dare to cast my own egoism

to abstain from creating the world.

I decided to substitute God, and to make his dirty work,

and when the life seems to abandon me, my divine mind destroys Windscale…

I’m the man who can cause catastrophes.


 

 

Il Tocco della Medusa.

Spesso la gente pensa che il mondo sia troppo per sé; io, al contrario, penso di essere troppo per il mondo.

La mia maledizione, il mio congedo, è che sono capace di provocare catastrofi.

“Alla fine, avrei davvero preferito essere un professore di Basilea piuttosto che Dio; ma non potevo spingere il mio personale egoismo al segno di astenermi dal creare il mondo”.

“Ho deciso di sostituirmi a Dio, e di fare il suo sporco lavoro”, e quando la vita sembra abbandonarmi, la mia mente divina distrugge Windscale…

“Io sono l’uomo capace di provocare catastrofi”.

PostHeaderIcon Death of the Cripples’ King

Death of the cripples’ King

 

… e quando l’agnello aperse il settimo sigillo…

 

Musica: Raffaele Libero Guadagnin

Testo: Andrea Zucco

 

Long is the march on a sunny road

in a common, sultry afternoon

a doleful procession

honours today the Cripples’ King

Behind the mournful marching gang

a celestial, decadent platoon

moved by an hidden subjection

proceeds ramshackle, shouting and syncopated.

Claitus the imbecile smiles cheerful

behind his old glasses got yellow by time

He understands nothing, and he won’t,

but at least he is happy so.

While the yellow-dressed little man

toddles with his short legs,

Limping in the crackling gravel

of graveyard, the crowd gets swollen.

There’s Bianca, the hysterical beast

who cries, laughs, nibbles her nails

and screams, always arm-in-arm with Claitus

torturing his arm with her hand.

The Comrade Cripples’ King is dead

dead and buried during a weary ceremony

and while the trumpet plays the silence

the ones who cry are the mockeds.

Cheldereece won’t use his usual tenor voice as in a reclame

during all the day because he is sad

and his gargoyle face is dark.

Paola-with-the-long-ponytail cries

and holds her head between her hands

and shakes it as she were a victim

of some irreversible migraine.

 

da “Canti di Cieli Più in Là”:

Morte del Re degli Storpi

Lunga la Marcia, assolata la strada

in un comune pomeriggio d’afa

una lacrimosa processione

onora oggi il Re degli Storpi

Dietro la banda marciante di lutto

un celeste fatiscente plotone

dalla occulta sudditanza procede

sgangherato, vociante e sincopato

Claitus l’Imbecille sorride beato,

dietro quei suoi vecchi occhiali ingialliti

non capisce nulla, né capirà,

ma almeno lui è contento così

Mentre l’Omino Vestito di Giallo

con le gambette slancia cassettini

claudicanti nella ghiaia che crepita

di cimitero, la folla si ingrossa

C’è Bianca la Bestiolina Isterica

che piange, ride, si mangia le unghie

e urlacchia, sempre sotto braccio a Claitus

torturandogli il braccio con la mano

Cheldeerece non userà il solito

tenorile vocione da reclame

per tutta la giornata perché è triste

e il suo faccione da gargoyle è buio

Paola Dalla Lunga Coda piange

e si stringe la testa fra le mani

e la scuote come fosse vittima

d’una qualch’emicrania irreversibile

Il Re compagno degli Storpi è morto,

morto e sepolto in stanca cerimonia

e mentre la tromba suona il silenzio

gli unici a piangere sono i derisi

PostHeaderIcon Puppet Masters’ Oblivion

Puppet Masters’ Oblivion

 

 

Testo e Musica: Raffaele Libero Guadagnin

 

“Timeo Danaos et dona ferentes”

(Temo i Greci anche quando portano doni)

Virgilio

“È il pubblico scandalo ad offendere: peccare in silenzio è non peccare affatto”

Molière

 

You’re falling in Puppet-Masters’ opportunistic oblivion,

now, your dreams’ bearer is talking through television.

Invisible threads are moving your life – you’re a spectator

conceived as a consumer-good, not a citizen, only a viewer.

Puppet of Masters, pawn on a chess-board, you’re only a number collapsed in the last slump;

cataleptic-man-walking, your mind’s control is the collateral damage that preserves you from the

truth…

Quietly sleep and turn on your manipulation,

“panem et circenses” for a better television, the mystification of reality.

Demystification of your dreams, you’re buying yourself for a bargain price, and this global store is ran by your Puppet-Masters.

Your static escape doesn’t make you feeling guilty – “I’m only a puppet!”

But your tacit indifference is the same of connivance.

Puppet-Masters kill, but your silence too,

Puppet-Masters kill, but puppets’ silence too.

 

 

L’Oblio dei Burattinai

Stai precipitando nell’opportunistico oblio dei Burattinai; ora, il tuo latore di sogni sta parlando in televisione.

Fili invisibili muovono la tua vita – sei uno spettatore, concepito come un bene di consumo, non un cittadino, soltanto uno spettatore.

Marionetta dei padroni, pedone su di una scacchiera, sei soltanto un numero collassato nell’ultimo crollo della borsa; condannato alla catalessi, il controllo della tua mente è il danno collaterale che ti preserva dalla verità…

Dormi, placido, ed accendi la tua manipolazione, “pane e giochi del circo” per una televisione migliore, mistificazione della realtà.

Demistificazione dei tuoi sogni, compri te stesso ad un prezzo conveniente, al mercato globale diretto dai tuoi Burattinai.

La tua statica fuga non ti fa sentire colpevole – “Sono soltanto un pupazzo!”

Ma la tua tacita indifferenza è analoga alla connivenza: i Burattinai uccidono, ma anche il tuo silenzio, i Burattinai uccidono, ma anche il silenzio delle marionette.

PostHeaderIcon Oneiric Princess

Oneiric Princess

 

 

Tema melodico: Chiara Sandi

Musica e testo: Raffaele Libero Guadagnin

 

[…] “(ma stasera, prima che discutiamo se fare o non fare un quarto figlio,

ti commento due passi del Manifesto:

quello in cui è  detto che la borghesia

ha spogliato la poesia del suo Heiligenschein, trasformando il poeta in un suo

[dipendente

salariato (ein bezhalter Lohnarbeiter): (e ha strappato alla famiglia il suo velo

patetico-sentimentale, demistificandola come un nudo Geldverhaeltnis) […]

Edoardo Sanguineti

 

 

The night of mediated media’s sentiment is fallen:

Love, alone in the morgue, you must forget

the hyperboles’ and metaphors’ bagarre, your praise,

you must lock the poems you eagerly breathe in,

your metamorphic icons became a business for yes-men,

and You became bigoted lust,

born and traded into virtual images.

And so I want to dream my way for loving my…

Oneiric Princess – I love your unconformity

Oneiric Princess – I love your insecurity

Oneiric Princess – I love your insanity
Oneiric Princess – I love your humanity

Love, introspection’s raving, debased enslaved, a duty people must finish for a better integration, You became an imitative behaviour of a versatile dejavu.

Middle classes plundered Poetry of its Heiligenschein, and so changed the poet in a salaried employee of them.

Likewise the Love, that writhes discussed in a talk-show, were engaged for dampening passions, were engaged for killing itself.

And so I want to realize my way for loving my…

It isn’t necessary to prostitute free love,

neither to celebrate only its idealization:

Love is crucified on our televisions

soaked of pornography for virtual children.

 

Principessa onirica

La notte del sentimento mediato mediatico è calata: amore, ermo nella morgue, dimentica la bagarre di iperboli e metafore, tuo encomio, serra i poemi che inspiravi avidamente, le tue metamorfiche icone sono divenute business per yes-men, e tu sei divenuto lascivia bigotta.

E così, voglio sognare il mio modo di amare la mia Principessa Onirica – amo la tua non conformità, la tua insicurezza, la tua insania, la tua umanità.

Amore, farneticante introspezione, svilito schiavizzato, un dovere che le persone devono espletare per una più marcata integrazione, sei divenuto un comportamento imitativo di un versatile dejavu. La borghesia ha spogliato la Poesia della propria Heiligenschein, ed ha trasformato il poeta in un suo dipendente salariato. Analogamente l’amore, che si dibatte dibattuto in un talk-shaw, è stato ingaggiato per sopire le passioni, per uccidere sé stesso.

Non è necessario prostituire l’amore libero, né celebrare prettamente la sua idealizzazione: l’amore è crocefisso sulle nostre televisioni, intriso di pornografia per bimbi virtuali.

PostHeaderIcon Omen before the ordeal

Omen Before the Ordeal

 

 

Musica e Testo: Raffaele Libero Guadagnin

 

 

“Non abbiamo da perdere che le nostre catene”

V.I. Lenin

 

The boat writhes devoid of vertebrae,

burden of an excessive weight,

Medusa’s Raft despairing the landing

and tossing about at the rough mote’s mercy…

Geometry of the convulsed composition is set

in men’s limbs supporting each other

and culminates in the driver’s figure.

As the Homeric venerable-old-man in the paint, the emigrant

takes no interest in multiform tragedies crammed in the boat, absorbed in his inscrutable inwardness,

clot of regrets, violences dreadfully recent, bloody omen, failing expectations…

The passenger, an emigrant, crouched at the opposite end,

turning one’s back on the cannibalistic bodies’ conglomeration,

searches the way backwards, going away, vanishing

and getting mixed up with the magmatic waves’ overlap

- enormous the price paid to take part in that ordeal,

only begging for life… only begging for life…

Andra moi ennepe, Mousa, polytropon”,

the passenger appears to invoke,

in the tight silence shaken by creaking of the insubstantial rigging,

by the disturbing sea’s swishing…

 

 

Presagio prima dell’Ordalia

La barca si dibatte priva di vertebre, gravata di un peso eccessivo, “Zattera della Medusa” che dispera l’approdo, dimenandosi alla mercè del tumultuoso moto…

La geometria della convulsa composizione è fondata sugli arti degli uomini che si sostengono vicendevolmente, culminando nella figura del pilota.dettaglio da La Zattera della Medusa.jpg

Come il veglio omerico nel dipinto, l’emigrante non si interessa delle tragedie multiformi stipate nella barca, assorto nella sua imperscrutabile intimità, coacervo di rimorsi, violenze tremendamente recenti, presagi di sangue, aspettative deluse…

Il passeggero, un emigrante, acquattato sul versante opposto, voltando le spalle al cannibalistico agglomerato di corpi, scruta la via percorsa, che si allontana, scomparendo, confondendosi con il magmatico sovrapporsi delle onde – enorme il prezzo pagato per prendere parte in questa ordalia, soltanto implorando una vita…

“Narrami o Musa dell’eroe dal multiforme ingegno”, sembra invocare il passeggero, nel serrato silenzio scosso dallo scricchiolio dell’incorporeo sartiame, dallo sconvolgente fruscio del mare…

emigranti…

… anche questi.

PostHeaderIcon Il ringhio dell’angelo

Il Ringhio dell’Angelo

 

 

Musica: Raffaele Libero Guadagnin

Testo: Andrea Zucco

 

 

da Canti di Cieli più in là

 

I vostri amici, fantocci di burro

si sciolgono all’alba della vergogna,

mi piacerebbe far evaporare

le vostre pene in un lago sorriso.

Io, cacciatore, in perenne attesa

delle mie ali nere e il mio mantello.

Io, bandito, da vecchio compare

mi tolgo l’aureola e vengo da voi.

Io, nato dal moto convulsivo

dei vostri cuori colmi di sconforto,

feriti dalla pallottola calda

dell’ingiustizia più vera e profonda.

Capisco la vostra grande tristezza,

conosco i vostri duri sacrifici

d’uomini baciati dalla sfortuna

ma ora sto io a guardarvi le spalle.

Le cose stanno or ora per cambiare:

la profonda aberrazione del codice

produce espressione e infonde coraggio

(anche la pietra più dura si rompe).

Risuonerà forte il ringhio dell’angelo

sarà come una campana che dice:

“accorrete poiché la via è infinita

e voi siete soltanto alla metà”.

Ce l’avete tutti il vostro angelo,

un bianco, puro, angelo custode

poi ci son io, l’angelo bastardo,

cupo mercenario solo per pochi,

per chi ha dentro un dolore troppo grande,

troppo corrosivo per non reagire,

per chi ha bisogno di una spinta in alto

risuonerà forte il ringhio dell’angelo.

PostHeaderIcon V

- V -

(Ovvero: Vi Veri Veniversum Vivus Vici)

 

Musica e testo: Raffaele Libero Guadagnin

 

“Vi Veri Veniversum Vivus Vici”

(Con la forza della verità, in vita, ho conquistato l’universo)

C. Marlowe

“Per modificare la verità, devi trovarla; per trovarla, devi modificarla. Nel frattempo, non rassegnarti”

da: Il libro dei Consigli

 

V for VendettaL’eco nella tomba, rimbomba! Vi affonda la falsa coscienza, scienza dell’ideologia

disattesa, lesa nella resa, interdetta a tradursi nella prassi nella vita:

il luogo più sicuro è: dies solstitialis, disceso in arcam discis loqui et causam ed ora

stracceresti l’involucro della camera ardente, ardimentoso cimento contrastare quod limis oculis spectavisti…

(da sotto il coperchio, diffidente). Niente ne sapevo, mi hanno protetto da ciò che temevo,

leso nella libertà, chi meglio di loro può nascondermi la verità!

In vita ho conquistato l’universo grazie alla forza di ogni parola vera

e poiché c’è del marcio in Danimarca ora più che mai c’è bisogno di conoscenza

ognuno è solo su questa terra ma prima che cali la sera prima che cali la sera

si può si deve infondere un significato alla propria esistenza.

Se cercate i colpevoli di questo sordido inganno

guardandovi allo specchio i vetri li riveleranno.

La pazienza dei popoli è la mangiatoia dei tiranni”, ma agogica è la partitura della vita:

come interpretarla a deciderlo spetta a voi:

scegliere di non scegliere è pur sempre una scelta –

le parole le conoscete, potete cambiare il finale

e modulare questa tragedia proprio così: